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domenica 24 settembre 2017

-2 a Chicago : Hipporun 2017

Hipporun 2017




Tra Vinovo e Candiolo si corre la 2a Hipporun, con partenza e arrivo nell'ippodromo di Torino.
La scelgo per fare il mio ultimo LL per la preparazione della maratona di Chicago, dell'8 ottobre.
Nel pregara incontro Andrea con cui decidiamo di fare 10km per mettere chilometri nelle gambe. La corsa è abbastanza sciolta e mi tengo di conserva intorno ai 5:40 (ritmo maratona per me) concludendo al passo di 5:42.
Alla partenza incontro altri amici di Running Forum. I partenti non sono tanti, circa 900, ma l'organizzazione è molto ben curata e efficiente. Si accenna anche ad un inno di Mameli cantato all'americana, senza grande partecipazione.
Mi passano accanto i pacers delle 2 ore e anche dell' 1h e 55 e lì per lì prendo la decisione più inopportuna: decido di seguire i pacers dell'1 h e 55  capitanati da un tal Simone. Un'ora e 55 significa un passo di 5:27.
La mia idea distorta è quella di provare a tenere un passo di 5:30 per vedere se quello può essere un passo maratona. I primi 5 km oscillo tra 5:29 e 5:31, poi da dietro mi viene a salutare il mio amico Agostino che sta preparando la sua prima maratona seguendo il mio libro.
Facciamo quattro chiacchiere (lui correrà Atene) poi lui mi dice di andare e di tenere il mio passo: noto che infatti i pacers si sono allontanati di circa 50 metri.
con l'amico Agostino che chiude  in 1:59
Nell'arco di 2 chilometri li raggiungo, forzando un po' il ritmo (5:11-5:20). Nel gruppetto iniziale di una decina di persone, ne sono rimasti solo 3.
Intervengo suggerendo a Simo di andare più piano perché tanto se li è persi tutti. Al mio suggerimento, il secondo pacers, un hipster, mi risponde "ma tu sei partito allo sparo?". Sapendo già dove voleva arrivare rispondo "No, sono partito dal fondo tra i pirla". La mia esternazione non influisce minimamente sul passo tant'è che passiamo i 10 km in 54:15 (passo 5:25). Simo cerca partecipazione da parte del pubblico di Vinovo con scarso successo...

La crisi arriva al 14° chilometro quando mi trovo in difficoltà e vedo allontanarsi i pacers con i palloncini azzurri (5:53). Non ho neanche la musica ad aiutarmi perché per la prima volta ho dimenticato l'auricolare a casa... al 15° c'è un cavalcavia che stronca le mie residue energie (6:05) ma tengo duro e inanello due chilometri a 5:52, poi schianto al 18°, nel lungo rettilineo dove improvvisamente sento che devo fermarmi a camminare!
Mi innervosisco ! E' la prima volta che mi fermo a camminare in gara! Un'ignominia! Mi supera Agostino che è stato più modesto del suo maestro, mi supera la brava Simona e mi supera anche l'hipster che evidentemente è saltato da gran pacer che è, come me! Ben gli sta ! (è un periodo in cui il lupo è molto cattivo).

Mi rode talmente che spengo il Garmin e decido che è meglio ritirarsi e non prendere neanche la medaglia!
Poi vedo altri nella mia stessa condizione e mi accodo, corricchiando fino all'ingresso dell'ippodromo.
Qui la pista vuota e il caldo mi fanno ancora stramazzare: ritorno a camminare... poi le urla degli amici di Running Forum mi svegliano dai miei cupi pensieri : mi viene incontro Federico, il figlio di Riccardo che ha appena vinto la gara dei ragazzini. Gli dò la mano e corriamo insieme verso il traguardo ! Un momento indelebile nella memoria!

Tempo 2:04:26, uno dei miei tempi più alti per una mezza. Sapete che nell'agguerrita categoria SM50 sono arrivato 94° su 97? Un'ignominia! (repeat)

Mi consolo con il risultato del mio ultimo LL di 31 km a 5:49 di media. Non è granché ma almeno porto a casa qualcosa... oltre alla lezione che chi fa da sé, fa per tre ! E che è meglio partire di conserva (dice il saggio).







domenica 10 settembre 2017

-4 alla Chicago Marathon

-4 alla Maratona di Chicago




La maratona di Chicago fa parte delle 6 majors, le più importanti maratone al mondo, assieme a New York, Boston, Berlino, Londra e Tokyo.
Sarà la mia 3a partecipazione ad una major, dopo New York e Berlino, la mia ottava maratona.
Chicago è una maratona più facile di New York e di Boston, molto piatta, con una sola ondulazione importante che però è proprio prima dell'arrivo, al 41° km.
Prima che Kimetto stabilisse il record a Berlino 2014 in 2:02:57, proprio a Chicago il giapponese Takaoka aveva ottenuto il miglior tempo assoluto in 2:06:16 nel 2002, tuttora record asiatico.
Altimetria della Chicago marathon: si muove di poco, solo nel finale

Il percorso può essere riassunto in un omino che balla con un braccio e una gamba sollevati. La testa è alla partenza, in Grant Park, poi c'è il lungo braccio settentrionale lungo ben 10 km, da percorrersi prima su La Salle Drive - il distretto finanziario di Chicago - fino a Lincoln Park e poi di ritorno fino a incrociare Adams Str.
Mezza maratona è qui.
Adams Str costituisce invece il braccio destro dell'omino, di circa 6 km. Si entra attraversando il fiume in uno scenario di pubblico da brividi. Old Town, Greek Town, West Loop: poi si entra nella gamba sospesa in un passo di danza, in corrispondenza di Little Italy e nei pressi dell'University Village si tocca il 30° km nel quartiere ispanico di Pilsen. Di qui attraversiamo Chinatown per poi ritornare a vedere lo skyline del Magnificent Mile e la Willis Tower, quando si imbocca l'altra gamba dell'omino giù giù in fondo, in 35° Str.
Risalendo la gamba, è tutta dritta per Michigan Avenue per poi girare a destra e scalare la piccola collina all'ingresso di Grant Park che cela il traguardo.

Percorso filante, senza ondulazioni in un contesto di pubblico che viene indicato molto caldo: la stima è di 1,7 milioni di persone per strada, che spaziano dalle cheerleaders alle drag queens alle band ispaniche e i dragoni di Chinatown. Brividi solo a pensarci!

A proposito di brividi, la variabile maggiore a Chicago è la temperatura: negli ultimi 10 anni si sono verificate temperature massime che spaziavano dai 31 (nel 2007) ai 7 gradi C° e da minime di +12 a -2 C° (nel 2009) senza citare che Chicago è "the windy city". Il vento può essere di grande disturbo se vi prende d'infilata oppure può costituire un piccolo vantaggio se spira "di coda".

Tornerò a Chicago dopo ben 20 anni ! Allora ero un post doc di belle speranze, dell'Indiana University.

Partirò dal corrall E, ultimo prima della massa dei maratoneti senza tempo provato, grazie al mio 3:59:15 della Pisa Marathon 2016.
Proverò a seguire i pacers delle 4 ore per poi provare a fare il PB negli ultimi 5 km, se ne avrò! E spero ovviamente che faccia fresco!




domenica 13 agosto 2017

Prova Nike Zoom Fly

Nike Zoom Fly: le ho provate!



La Nike ha investito grandi risorse nello sviluppo di una scarpa atta ad abbattere il muro delle 2 ore in maratona: sappiamo che ci è andata molto vicina con Kipchoge che sull'autodromo di Monza ha concluso la sua performance in 2 ore e 25 secondi.
Kipchoge con le Vaporfly Elite
Ai piedi di Kipchoge la Nike aveva messo un prototipo particolare di scarpe, le Vaporfly Elite che sono state progettate con una geometria assolutamente unica e costruite per offrire una super reattività e leggerezza. L'intersuola in particolare, è costituita  da una piastra in carbonio a forma di cucchiaio che torcendosi ad ogni impatto con il terreno, restituisce l'88% dell'energia sul tallone e 77% sull'avampiede, in prove di laboratorio.  Dal prototipo è stato lanciato sul mercato il modello Zoom VaporFly 4% che promette un vantaggio appunto del 4% in termini di sforzo atletico e di conseguenza, cronometrico (costo 250 €).

La Nike ha poi prodotto un altro modello, più basic, denominato Zoom Fly, in cui la piastra a cucchiaio non è in carbonio, ma in nylon. Sul mercato italiano questa scarpa è offerta a 150 €.
Non ho esitato a comprarla!

il particolare del tacco delle Zoom Fly

L'aspetto : quando si apre la scatola le Zoom Fly appaiono subito diverse dalle altre scarpe da running. A parte il colore azzurrino con inserti rossi che sa un po' di cineseria, la forma è asimmetrica con larga base sull'avampiede e stretta sul tallone.
Il tacco in particolare, è tagliato a V, pertanto sulle Zoom Fly non si riesce a camminare perché pare che il tallone ceda.  Per camminarci bisogna camminare a piedi piatti spostando il baricentro in avanti!

Ed è quello che le Zoom Fly costringono a fare durante la corsa !

La calzata è altrettanto particolare: ho delle difficoltà ad indossarle proprio perché il mio calcagno non entra: le slaccio bene e noto subito che il tallone è costretto a stare ben fermo con la tomaia che accoglie in alto l'inserzione del tendine di Achille. Invece in avanti c'è molto spazio. La tomaia è leggerissima in mesh traspirante sottilissimo, le dita appoggiano bene e hanno un certo spazio, però noto che le Zoom Fly calzano stretto ed è necessario partire da almeno 1 misura in più, forse 1 e mezzo. La lingua è molto sottile, i lacci sono corti e  all'allaccio, ne avanzano circa 8 cm.

Ma è durante il mio allenamento di 10km che inizio a capire meglio come funzionano.
Visto che hanno un' intersuola alta (di 3,5 cm) all'inizio ho alcuni problemi di stabilità e di grip: sto ben attento come appoggiare i piedi per terra perché sembra quasi di cadere.
Sui primi 2 km cerco di raggiungere un certo feeling con le nuove scarpe: ho l'impressione di correre più con i piedi che con le cosce e sebbene stia con il busto più in avanti, mi sembra di correre da seduto.

Inizio a capire che devo spingere con i piedi: più spingo e più ottengo un'immediata reazione di spinta. Penso al cucchiaio che si torce e fa all'interno un movimento ondulatorio uguale e contrario. Più pesto e più mi sembra di galleggiare.
L'altra impressione supportata dai fatti è che le Zoom Fly permettano di aumentare la cadenza: alla fine sarà di 174 passi/min mentre normalmente sullo stesso percorso, è di 171/169.

Ho corso più veloce? Tutto è relativo, ovviamente le scarpe non corrono al posto tuo. La mia media finale sarà di 5:25, una settimana fa ho fatto 5:26, 3 settimane fa 5:37.

In generale buone sensazioni, soprattutto pensando di usare le Zoom Fly in una gara.

Impressioni a latere: sembrano scarpe delicate, con materiali della suola che non reggono centinaia di chilometri di allenamento. E se corressi un lungo lento, mi darebbero le stesse buone impressioni? E se così non fosse, che scarpe dovrei indossare per mantenere la stessa modalità di corsa?






Zeromaratone su Instagram

#zeromaratone

Dal 1° di agosto per festeggiare le 50mila pagine viste con l'hashtag  #zeromaratone sono su Instagram.

Per l'occasione ho riesumato una vecchia foto, della mia prima mezzamaratona, quella della StraMilano 2014, con cui esordii sulla distanza nel prestigioso tempo (si fa per dire) di 2:08:37.

Sembra preistoria ! All'epoca correvo con delle prestigiose (si fa per dire) Asics Gel T31QQ...


sono anche su Strava